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Utente: MrDAVIS

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Birth
Bobby
Burn After Reading
Caos calmo
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Come l'ombra
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Die Hard 4
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Entre les murs
Ero uno sposo di guerra
Espiazione
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Gran Torino
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Il cavaliere oscuro
Il curioso caso di Benjamin Button
Il diavolo è femmina
Il Divo
Il ladro di orchidee
Il petroliere
Il treno per il Darjeeling
I'm Not There
Improvvisamente l'estate scorsa
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La 25° ora
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La promessa dell'assassino
La rosa purpurea del Cairo
Lars e una ragazza tutta sua
Louise - Michel
Lust, Caution
Magnifica Ossessione
Mamma Mia!
Margot At The Wedding
Me and You and Everyone We Know
Michael Clayton
Milk
Mio fratello è figlio unico
My Blueberry Nights
Nella valle di Elah
Non è un Paese per vecchi
Non pensarci
Onora il padre e la madre
Pallottole su Broadway
Paranoid Park
Persèpolis
Piano..Piano, dolce Carlotta
Piano, Solo
Picnic at hanging Rock
Ponyo sulla scogliera
Qualcuno volò sul nido del cuculo
Ratatouille
Revolutionary Road
Ritratto di signora
Lo scafandro e la farfalla
Scandalo a Philadelphia
Shrek the Third
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Sweeney Todd
The Assassination of Jesse James..
The Departed
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The Reader
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sabato, 30 maggio 2009

Antichrist
Lars von Trier

E ora? Niente da fare, non riesco. Non riesco ad incazzarmi quando leggo certi commenti qualunquisti da chi è pagato per andare oltre l'equazione penetrazione = risate. Meritano solo pena.
Non riesco ad esprimermi perchè questo significherebbe lasciarselo andare, e io me lo voglio tenere ancora stretto. Voglio ancora sentire la disperazione che quelle immagini mi hanno trasmesso. E non riesco soprattutto a piangere, incapace di sciogliere quel nodo alla gola e lasciarsi così travolgere da quel dolore in cui ogni suo film mi fa immergere.
Forse però, così come solo finendo una terapia ti accorgi poi dei risultati ottenuti, anche io dovrò lasciar scorrere quel tempo. Si, lascia che IO pianga.


postato da: MrDAVIS alle ore 14:43 | link | commenti (11)
categorie: film, festival, premi, film attesi
giovedì, 14 maggio 2009

Nine
Rob Marshall


Non sono un fan di Chicago (un bel musical si, ma a tratti forzato) ne un fan del suo regista. Ma ora provate a vedere questo trailer e ditemi: davvero riuscite a resistere a tutte queste donne meravigliose? E Daniel Day Lewis? Io ho già prenotato il posto in prima fila.
postato da: MrDAVIS alle ore 20:39 | link | commenti (7)
categorie: film, star, trailer, film attesi
lunedì, 27 aprile 2009

AntiChrist
Lars Von Trier


Qui i due Trailer.

Sono sconvolto. Mi sa che stavolta oltre all'umiliazione ci sarà uno stupro dell'anima. Bentornato Lars!

postato da: MrDAVIS alle ore 20:20 | link | commenti (4)
categorie: film, festival, film attesi
sabato, 25 aprile 2009

Louise - Michel
Benoit Delépine e Gustave Kervern

Dovete sapere che una cosa di cui mi vanto è la mia capacità di sbagliare raramente quando ho delle sensazioni. Mi reputo impulsivo quando si tratta di scegliere un libro, un film, un disco o semplicemnete quando si deve decidere a che mostra andare: mi basta un dettaglio, un particolare piuttosto che una scritta o un paragrafo e di colpo lo scelgo. Anche se mai prima di allora sapevo chi o cosa fosse. E 9 volte su 10 non sbaglio.
Così, eccomi qui dopo aver visto LOUISE-MICHEL: prima la locandina, con questa tizia che sembrava Von Trier con la parrucca, poi quelle didascalie (i termini "UMORISMO NERO" e "COEN" sono stati fatali!) e una storia che aveva nella trama elementi che incuriosivano mi hanno spinto a spendere i 7 euro del biglietto. E così neanche stavolta mi son sbagliato: un film dissacrante, grottesco, senza paura nè vergogna di oltrepassare i limiti della decenza con un umorismo imbevuto di pece da quanto è nero. A volte mi son vergognato di aver riso visto le situazioni, ma quando hai due attori così, la cui fisicità era già di per sè motivo per ridere, perdi quel poco di pudore che ancora ti è rimasto e ridi di gusto.
Situazioni in cui il politically incorrect è portato all'estremo sono alternate ad altre in cui sono i guizzi dei dialoghi a portarti alla risata, con i due protagonisti che diventano il collante perfetto per tenere insieme questo film irriverente che non ha avuto paura di osare.

postato da: MrDAVIS alle ore 17:43 | link | commenti (6)
categorie: film, festival
martedì, 07 aprile 2009

DAMAGES
Season 2

Patty Hewes ed Ellen Parsons: rivali nella vita, tete-a-tete nel lavoro. Le avevamo lasciate su quel pontile dopo parole di conforto l'una per l'altra e sguardi luciferini non appena l'una aveva voltato le spalle all'altra. Tutto faceva presagire una seconda serie ancor più subdola, ancor più ansiogena in cui la verginale Ellen si sporcava le mani anch'essa in prima persona. E le premesse son state mantenute. Tutte.
Questa seconda stagione di DAMAGES è per certi versi ancora più perversa della precedente: primo perchè stavolta si sviluppa su più fronti (la battaglia personale di Ellen Vs Patty e il nuovo caso che dà vita poi ad un terzo scenario) ma soprattutto perchè l'elettricità dei duetti tra le due primedonne arriverà a vertici di inaudita onnipotenza in cui sarà difficile decidere da che parte stare.
Un consiglio però: iniziatela quando sapete che avete tanto tempo libero perchè una volta premuto il tasto play del primo episodio in men che non si dica vi ritroverete al 13esimo in preda a convulsioni, occhi gonfi e con la mascella ormai affannata per il troppo stupore.

Ps: Io fossi stato Tate Donovan o Michael Nouri a fine riprese mi sarei rifugiato in una clinica psichiatrica, consapevole di aver visto il demonio in faccia.
postato da: MrDAVIS alle ore 22:33 | link | commenti (11)
categorie: telefilm, premi
sabato, 04 aprile 2009

Visioni in pillole [2]

Ponyo sulla scogliera
Hayao Miyazaki

Vi ricordate quando da piccoli rimanevate seduti ad ascoltare le fiabe su audiocassette e, una volta inserito il nastro nello stereo, partiva la musichetta "le mille c'è n'è..."?
Ora quando ci ripenso mi viene una certa nostalgia, soprattutto perchè oggiogiorno con internet e le nuove tecnolgie si è un pò persa l'atmosfera rarefatta che queste piccole cose portavano nell'infanzia di ognuno di noi. Ecco, il nuovo film di Miyazaki ha lo stesso sapore: lo scorso anno eravamo tutti qui incantati dalla prodezze di Wall-e, estasiati di fronti a tanta meraviglia e assuefatti da quei suoni che ci inglobavano. Oggi, sempre noi, siamo qui immobilizzati nel vedere come semplici disegni siano al contempo poetici, surreali e magici senza aver bisogno di artefatti o effetti collaterali. Nostalgia, dolcezza, innocenza perduta si ritrovano e ti cullano sulle dolci melodie del motivetto finale, che di fatto mi porta indietro in quel tempo che fu.


Two Lovers
James Gray

Ho letto altrove da più parti che la magia di questo film inizia quando appare THE END e si comincia quindi a rivivere la vita dei suoi personaggi. Beh, per me non è stato così. Già dal primo fotogrammo ero nella storia, quella in cui una madre (una struggente Isabella Rossellini) trasforma la sua preoccupazione in possessione, di fatto trasformando quello che è il comportamneto umano per eccellenza in qualcosa di ingombrante e soffocante. Un film sospeso nel tempo quasi, in cui ti immergi in quegli squarci di NY tetri ma rarefatti, come se una nebbiolina sottile ti facesse non vedere oltre ciò che vuoi vedere. E vivere. E alla fine sei li, che vuoi finalmente fare quel grande passo e quando lo fai ti accorgi di essere sprofondato sotto le acque gelide di un mare piatto.
postato da: MrDAVIS alle ore 21:57 | link | commenti (8)
categorie: film, festival
domenica, 15 marzo 2009

Visioni in pillole

The Reader
Stephen Daldry

Inutile girarci attorno, inutile negare quel pizzico di delusione che ho provato uscendo dal cinema. E probabilmente è per questo che non mi sentivo di scriverne, proprio perchè volevo far finta di nulla.
The Reader sia chiaro non è un brutto film e ha anche picchi di pura poesia visiva, quelle pennellate che solo Daldry poteva permettersi di dare senza risultare pacchiano o volgare. Ma di queste pennellate il film ne doveva essere intriso, e non solo abbozzate qua e là: dispiace quindi che tutta la prima parte sia stata descritta di sfuggita e l'alchimia tra i due personaggi tralasciato a qualche fugace sguardo e lettura. Kate Winslet ci regala però uno sguardo assente, vuoto: pochi attimi, vero, ma bastano a far smuovere in me qualcosa. E di qualcosa a volte si vive.

Il curioso caso di Benjamin Button
David Fincher

Ti è piaciuto? Una semplice domanda questa, talmente semplice che non so rispondere. Fincher in parte delude, in parte soddisfa, colpa soprattutto del viral e delle aspettative  verso questa novella fiaba contemporanea: mi aspettavo un film innovativo, spiazzante e mi son trovato davanti un film estremamente convenzionale, molto hollywoodiano e che mi ha lasciato in parte interdetto. Avrei voluto vedere più il Fincher che amo, quello di Zodiac e meno un Fincher che strizza l'occhio a Spielberg e tenta di fare il Forrest Gump del nuovo millennio.


Gran Torino

Clint Eastwood

Nell'anno di Obama il vecchio Clint ci spiazza prima con un film in cui corruzione, false speranze ed infanticidi sono all'ordine del giorno e ora ci fa provare compassione e sentimenti per Walt Kowalski, un burbero vecchio yankee che non si vergogna a dichiararsi razzista. Chapeau, Clint.
Gran Torino è un film di una durezza selvaggia, resa quasi primitiva dal tono asciutto con cui ormai Eastwood ci ha abituati: pochi movimenti di camera, dialoghi rozzi e di una violenza che ha volte ti strappa il sorriso facendoti vergognare di te stesso e momenti di grande cinema che si stampano in testa diventando già dei classici. Un antieroe che inizialmenti odii ma che finisci inevitabilmente per amare, colpa della sua coerenza, sincerità e, si, a suo modo, capacità di amare.
postato da: MrDAVIS alle ore 11:07 | link | commenti (16)
categorie: film, film attesi
domenica, 08 marzo 2009

Stanley Kubrick: 10 anni fa...
7/03/99 - 7/03/09

Genio, capolavoro. Quante volte si usano queste parole, io stesso le uso anche se ogni volta poi ho quei 3 secondi di ripensamento perchè inevitabilmente mi sembra di fare un torto, di essere di manica larga, non credibile. Perchè ogni volta che pronuncio queste due paroline inevitabilmente penso a Stanley Kubrick: un'associazione quasi automatica che spesso mi fa andare in ansia.
Tutto questo per dire che probabilmente ora la parola genio non dovrebbe essere associata a nessun altro regista visto che l'ultimo vero Genio dell'arte cinematografica si spegneva dieci anni fa ieri. Un uomo che ha saputo cavalcare i generi, dominarli, riscriverli e dare nuova linfa vitale al cinema: ogni suo film rientra nelle top 100 dei film più belli e significativi di sempre, ogni uscita era un evento che dava vita ad una rivoluzione visiva ed emotiva. ogni volta che guardo un suo film cado in un tranello: inserisco il dvd perchè mi è venuta voglia di vedere una particolare scena e inevitabilemnte mi accorgo di aver visto il film interamente. Questo perchè sono fortemente attratto dalla perfezione, dalla meticolosità e cura manicale che ogni suo film ha sotto ogni aspetto, dalla fotografia alla scenografia, dai costumi ai dialoghi, dai movimenti di camera agli attori: tutto eccelle, tutto ti stupisce, tutto ti abbaglia. Nei suoi film ciò che trovo straordinario sono gli intro: da FULL METAL JACKET a 2001:ODISSEA NELLO SPAZIO, da BARRY LINDON a SHINING, da ARANCIA MECCANICA a DOTTOR STRANAMORE fino ad EYES WIDE SHUT, il cui intro rappresenta una sintesi della sua arte che ancora adesso mi provoca esplosioni corporee.
Grazie Stanley, grazie di cuore.
postato da: MrDAVIS alle ore 15:05 | link | commenti (15)
categorie: celebrazioni
lunedì, 23 febbraio 2009

OSCAR 2009


Sono distrutto. La cerimonia è finita alle 06.30 e alle 07.10 la sveglia è suonata.Ma ancora una volta il senso di stanchezza è stato battuto da quello di adrenalina: una cerimonia frizzante, briosa, accattivante come non la si vedeva da anni, forse decenni.Mattatore indiscusso Hugh Jackman, qui nelle vesti di one-man-show capace di intrattenere con umorismo sottile e arguto ("Ho fatto un kolossal epico che si chiama Australia e nominati solo attori di piccoli film.Vorrà dire che il prossimo anno farò New Zeland!"), capace di cantare e ballare come un vero ballerino dei musical di Broadway, dal tip tap al rock'n Roll. Altre novità apportate alla cerimonia poi sono state vitali per renderla più giovanile e meno tradizionale: categorie accorpate, canzoni originali mixate e momenti di puro divertissement curati da grandi Maestri del cinema. E la novità assolutà è stata assistere alla premiazione degli attori: non più l'attore vincitore dello scorso anno premiava quelli in gara, bensì 5 diversi attori/attrici che nel corso di questi 81 anni si erano aggiudicato quel premio.E ognuna aveva un discorso di celebrazione verso la sua "assistita", come se fosse la sua madrina.

Ma veniamo ai vincitori: Contento per The Milionaire ma gli Oscar sono stati troppi: film, regia e sceneggiatura passino ma colonna sonora (Desplat!!!!!!!!!!!), fotografia, Suono e montaggio proprio no!
Contentissimo per la Kate (ERA ORA!), nonostante il mio sogno era quello di vedere The Actress calcare quel palco che da 25 anni le manca. Ho urlato qaundo Sean ha ricevuto il suo secondo Oscar anche se tifavo Rourke. Bravo Sean!
E contento di aver visto il trionfo di Heath, il giusto e meritato premio del lavoro svolto.
Red carpet docet: Nicole Kidman un angelo, semplicemente divina. Kate Winslet molto Grace Kelly, abbagliante. Meryl Streep regale e Angelina Jolie bellissima e qausi hai timore nel fissarla per la troppo bellezza che emana.
That'All!
postato da: MrDAVIS alle ore 20:50 | link | commenti (7)
categorie: celebrazioni, star, premi
domenica, 15 febbraio 2009

Revolutionary Road / Sam Mendes
Ti amerò sempre / Philippe Claudel

Sono ancora incapace di scrivere le emozioni provate in sala durante Revolutionary Road ed ecco arrivare un altro enorme macigno sulla mia testa dopo la visione di Ti amerò sempre, film che mi ha prosciugato quel che restava della mia vitalità che era ancora in corpo.
Due film questi che hanno il coraggio di dire cosa voglia dire amare incondizionatamente: April che telefona ai propri figli prima di fare quel gesto terribile da una parte, e Juliette che sussurra grazie alla sorella e subito dopo diventa capace di ritornare a vivere.
















Due donne diversissime tra loro, due madri che compiono azioni che a prima vista potrebbero risultare incomprensibile e facili da giudicare, due persone che scelgono, soffrendo, di "morire" pur vivendo. E se il film di Mendes, che ritrae nuovamente l'illusione della felicità, ha in quel finale la metafora atroce di ciò che significa solitudine, il film di Claudel è spietato nel dipingere la volontà di una madre che decide di isolarsi, smettere di vivere per espiare un fardello che nessuno mai vorrebbe avere. E Kate Winslet e Kristin Scott Thomas sono gli occhi più tristi che ho mai visto al cinema negli ultimi anni. Entrambe scartate agli Oscar, entrambe entrati nel mio cuore.


postato da: MrDAVIS alle ore 18:48 | link | commenti (18)
categorie: film, star, premi, film attesi