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giovedì, 08 maggio 2008

Evening
Lajos Koltai

Premessa necessaria: Michael Cunningham non ha scritto la sceneggiatura di The Hours (ad opera di David Hare), solo il libro da cui è tratto il film. Questo preambolo era necessario non solo perchè sono stufo di leggere inesattezze di questo tipo, ma per dire che non tutti i libri possono essere trasposti sul grande schermo: se David Hare nel 2002 scrisse un copione magico, perfetto e straordinario è perchè il libro di Cunningham è stato asciugato e in parte stravolto, togliendo figlie lesbiche, rozze e punk e aggiungendo l'elemento forse più geniale di quel film: l'attenzione al dettaglio.
Cunningham invece non fa nulla di tutto ciò e il risultato è evidente e lampante: in certe sequenze di cui era protagonista nostra signora Redgrave ho provato quasi pena per lei, talmente era immersa in un mare di smielato patetismo: farfalle e lucciole che volano, dialoghi talmente imbarazzanti da chiedersi se chi li avesse scritto avesse fatto la scuola dell'obbligo, altre ancora di un onirico primitivo. Certo poi la regia non aiuta, visto che Lajos Koltai è più attento alla composizione dell'immagine che alla grammatica e alla direzione degli attori. E la cosa spiace, molto, visto che stroncare un film con questo cast è per il sottoscritto assai "doloroso". Ma a favore posso dire che Glenn Close e Meryl Streep, sebbene siano più veloci di un'apparizione della Madonna di Lourdes, sono motivo di visione: la prima, grazie alla sequenza più lacerante e dolorosa di tutto il film fa percorrere lungo la schiena un brivido vivido, mentre la seconda, fa capire quanto sia la più starordinaria attrive vivente, capace di emozionarti anche solo salendo le scale di una villa di campagna.


....e dopo una visione, come dire, soporifera, avevo bisogno di qualcosa di vitale..quindi:

U23D
Vertigo Tour

Non è un film, è vero, ma è un'esperienza talmente sbalorditiva che non mi sento in dovere di consigliarla.
Quasi un'ora di concerto del gruppo rock più glorificato e onnipotente della storia della musica contemporanea, una scaletta pressochè perfetta (da MISS SARAJEVO a VERTIGO, da ONE a SUNDAY BLOODY SUNDAY, un misto di toccanti emozioni e adrenalina pura sparata in vena) e l'esperimento del 3D che ti fa entrare nello schermo, sudare quasi con il pubblico del parterre scatenato e commosso e ti fa sembrare anche un po stupido quando, avendo davanti Bono che allunga la mano verso di te, sei tentato di fare altrettanto.
Se sono riuscito a non cantare o a starmene seduto sulla poltrona è solo perchè dietro di me avevo un energumeno con cui non volevo avere niente a che fare, ma è stato assai difficile.
postato da: MrDAVIS alle ore 22:50 | link | commenti (11)
categorie: film
lunedì, 05 maggio 2008

Il treno per il Derjeeling
Wes Anderson

Dopo l appartamento disfunzionale e il sottomarino eclettico ecco che Wes Anderson ci trasporta ora su un treno dei desideri: il treno come luogo e metafora di congregazione familiare, di incontri casuali e di passioni travolgenti; il treno in tutti i suoi colori pastello e sgarcianti che corre sui binari (perdendosi pure!) come metafora della vita che ti (s)corre davanti. Una vita costellata di speranze e di voglia di famiglia, ma che talvolta incontra tragedie e situazioni di cui faresti volentieri a meno.
Anderson realizza un film squisitamente imperfetto mischiando il pop a Bollywood: con un incipit che ricorda L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO del Maestro Hitchcock e sequenze emotive stupende, ci regala un piccolo gioiello di odori, sapori e colori, un road movie atipico in cui ogni fermata, ogni tappa è uno step della vita di ognuno di noi: i dissapori tra fratelli, i segreti familiari, le diffidenze con i genitori, la mancaza di uno stato emotivo sereno. E il cameo della Houston è straordinario quanto evocativo: commovente, tragico, speranzoso e disperato. Come la vita.
postato da: MrDAVIS alle ore 20:12 | link | commenti (15)
categorie: film, festival
lunedì, 28 aprile 2008

Le mie zona d'ombra
MrDavis

Maledizione!Mi avete nominato e mica mi posso tirare indietro come un codardo?!Eh no!


Ecco le mie zona d'ombra:

1- Ho un'insana vena kitsch che talvolta vira al trash: lo so che mi vedete come colui che ama il glam dell'età d'oro di Hollywood, ma talvolta il vostro caro Mr non riesce a tenere a bada la sua anima più popolana e virata al "cattivo gusto d'autore": ed ecco che guarda programmi tv innominabili in questa sede (e non vi dirò nulla di più!)e ascolta canzoncine talmente orecchiabili da entrare e fuoriuscire da un orecchio all'altro senza accorgersene (per poi ri-ascoltarle);

2. Sono schifosamente ansiogeno: vado in paranoia ogni qualvolta accade un evento che non avevo previsto e che tenta di soppiantare il mio ordine mentale. Tendo a programmare il lungo periodo anche se poi spesso non lo seguo ma ho il bisogno psicologico di sapere che so che il mese prossimo ho tot. cose da fare, andrò in tali posti, ecc..

3. Ho molte fisse che spesso si trasformano in comportamenti feticisti: la più ossessiva è quella per le mani. avete presente Tarantino e la sua fissa per i piedi? Bene, nulla in confronto alla mia per le mani.

4. Le (TUE) piccole cose: presenti tutte quelle cose insignificanti per il resto del mondo ma che a te danno profondamente fastidio? Che ne so, il salviettone al mare più corto di te per cui ti ritrovi con metà gamba fuori..Ecco, che N-E-R-V-I!!!

Ed infine forse la zona d'ombra di cui mi vergogno di più:

5. Sono un fautore dell'oggettività.....la mia! Vi spiego meglio:
Non sempre ma ci sono casi per cui ritengo IMPOSSIBILE l'esistenza di un'opinione diversa dalla mia, nonstante sia per la democrazia e per "i gusti sono i gusti". Cioè, se parlo con una persona che dice che "QUARTO POTERE è 'na palla!In più è in B/N" io mi incazzo. Ma tanto, neanche mi avessero dato del bastardo!E ho fatto un esempio così per andare sul sicuro qui, ma ne avrei un sacco pieno di questi esempi ma meglio non dirli prima di trasformare il post in una querelle.^^


ps: questo topic si autodistruggerà entro 7 giorni....




postato da: MrDAVIS alle ore 20:36 | link | commenti (17)
categorie: descrizione
domenica, 27 aprile 2008

Festival di Cannes
14 - 25 maggio 2008


Concorso
Three Monkeys - Nuri Bilge Ceylan
Le Silence De Lorna - Jean-Pierre & Luc Dardenne
A Christmas Story - Arnaud Desplechin
Changeling - Clint Eastwood
Adoration - Atom Egoyan
Waltz With Bashir- Ari Folman
La Frontiere De L'Aube - Philippe Garrel
Gomorra - Matteo Garrone
Synecdoche, New York - Charlie Kaufman
My Magic - Eric Khoo
La Mujer Sin Cabeza- Lucretia Martel
Serbis- Brillante Mendoza
Delta - Kornel Mondruczo
Linha De Passe - Walter Salles
Il Divo - Paolo Sorrentino
Leonera - Pablo Trapero
The Palermo Shooting - Wim Wenders
24 City - Jia Zhangke
Guerrilla and The Argentine - Steven Soderbergh

Fuori Concorso
Indiana Jones And The Kingdom Of The Crystal Skull - Steven Spielberg
Kung Fu Panda - Mark Osborne and John Stevenson
The Good, The Bad, The Weird - Ji-Woon Kim
Vicky Cristina Barcelona - Woody Allen

Special Screenings
Roman Polanski: Wanted and Desired - Marina Zenovich
Ashes Of Time Redux - Wong Kar-wai
C'est Dur D'etre Aime Par Des Cons - Daniel Leconte
Sangue Pazzo - Marco Tullio Giordana
Of Time And The City - Terence Davies

Midnight Screenings
Maradona - Emir Kusturica
Surveillance - Jennifer Lynch
The Chaser - Hong-Jin Na



postato da: MrDAVIS alle ore 11:28 | link | commenti (13)
categorie: film, festival, premi
venerdì, 25 aprile 2008

In amore niente regole
George Clooney

Delizioso. Non potrei trovare aggettivo più consono per descrivere questo film: frizzante, vitale e gioioso. George Clooney saccheggia il patrimonio artistico della commedia e confeziona un bel film divertente, sfizioso e frizzante. Da un punto di vista strutturale il film infatti ragguaglia la perfezione: due personaggi che si continuano a beccare e a rincorrere, battute al vetriolo che non lasciano scampo, gag esilaranti costruite sugli equivoci o direttamente sui dialoghi, i veri protagonisti del film. I due registi a cui Clooney fa riferimento sono Cukor e Hawks (e si vede): dal primo prende in prestito le schermaglie amorose a tre, i caratteri e quell'eleganza di cui era sommo padre mentre dal secondo i battibecchi, il ritmo e il contesto (ovvio, con le dovute precauzioni).
Il risultato, come già detto, è quello di un film brillante, divertente e che rimanda a quella sana voglia di far ridere non attraverso oscenità o tanta ostentazione del volgare bensì attraverso la semplicità e la cura del dettaglio, a ribadire quasi quanto leggerezza non significhi stupidità.
postato da: MrDAVIS alle ore 10:31 | link | commenti (14)
categorie: film
martedì, 22 aprile 2008

Behold, I'm....


Scusate l'assenteismo ma aprile è stato un mese senza un attimo di sosta. Presto tornerò, anzi prestissimo!!!
Qualche anticipazione:

- Recensione IN AMORE NIENTE REGOLE;
- MrDavis in 7 film;
- MrDavis: le mie zone d'ombra;
- Festival di Cannes;
- and more, more...more!

Con affetto,


MrDavis
postato da: MrDAVIS alle ore 21:34 | link | commenti (7)
categorie: benvenuti
martedì, 08 aprile 2008

Un bacio romantico - My Blueberry Nights
Wong Kar Wai

Ci sono tre cose nel mio universo cinematografico che non tollero: la voce fuori-campo quando descrive ciò che stai guardando, le dissolvenze a nero che durano più di un battito di ciglia e il ralenty quando ha lo scopo di intensificare un'azione. Ovvio che poi ci possono essere eccezioni, ma solitamente queste tre cose mi fanno innervosire. Bene, fino ad oggi Kar Wai era sempre stato l'unico che mi aveva fatto capire come il ralenty possa essere poesia; con questo film invece mi ha fatto tornare sui miei passi. Ora, passi la forma a mò di dvd che salta, ma usare questo espediente con una rissa è davvero primitivo e fuori luogo: già le mie mani avevano cominciato a stritolare i braccioli della poltroncina dopo aver visto David Strathairn metterci 6 secondi per posare un bicchiere sul bancone, ma arrivati a quel punto i braccioli li ho disintegrati. E se con la Weisz ha tentato di far placare la mia ira verso questo film, con l'entrata in scena della Portman, Kar Wai si è trasformato in un regista di spot pubblicitari di automobili: un cerchione, poi la splendida carrozzeria, infine la prova su strada. Terribile.
postato da: MrDAVIS alle ore 20:34 | link | commenti (26)
categorie: film, festival
domenica, 06 aprile 2008

Juno
Jason Reitman


JUNO. Quando lessi per la prima volta questo titolo già scalpitai: ha in se, nella pronuncia e nella disposizione delle lettere qualcosa che già ti fa respirare ed immaginare: JUNO.. E ora che l'ho visto non posso che confermare quanto sospettavo.
L'altra sera infatti mi son recato in sala incazzato, nevrotico e scoraggiato, dopo due settimane deliranti al lavoro. Beh, all'uscita ero un'altra persona: solare, commosso e positivo verso la vita. Perchè JUNO è questo e anche altro, è un dictat su come affrontare le situazioni della vita, senza i soliti isterismi e nevrosi, senza le solite urla verso chi invece dovrebbe ricevere consigli e suggerimenti, nonchè carezze ed abbracci di conforto. JUNO ci insegna che gli ostacoli e i problemi sono tali solo se li si pensano in questi termini; in realtà sono momenti di vita che vanno affrontati, senza pensarci troppo. Il trio delle meraviglie Reitman-Cody-Page (supportato anche da un cast magnifico e da una colonna sonora frizzante e tenerissima) è come il famoso Re Mida che ogni cosa che toccava si trasformava in oro: ogni dialogo, ogni inquadratura, ogni volta che quel buffo esserino appariva sullo schermo, era una rivelazione, un attimo di forza prorompente. Qualcuno dirà che JUNO è un film banale, ma in realtà ha la grandezza di una canzone suonata alla chitarra col giro di do: semplice, immediato e rassicurante.
postato da: MrDAVIS alle ore 13:07 | link | commenti (17)
categorie: film, festival
sabato, 05 aprile 2008

100 anni di BITCH

Bette Davis, 1908 - 2008

100 anni fa nasceva colei che di fatto sdoganò la donna nel cinema mainstream: siamo nel 1934, il film è Schiavo d'amore e Bette Davis interpreta Mildred, una giovane donna subdola, egoista, incapace di amare ma capace di strizzare il cuore di un uomo e provare gioia nel farlo. Mai prima di allora una donna aveva interpretato un personaggio tanto negativo quanto affascinante; nasce così la BITCH, di cui lei divenne simbolo e metafora.
Regina incontrasta del melò prima e attrice poliedrica e al limite del grottesco poi (ma sempre con disinvoltura e magnificienza) fu l'attrice che più di tutte fece parlare per quel suo carattere da perfezionista antipatica ed arrogante: quando arrivava sul set i colleghi ne erano intimoriti (Celeste Holm durante la lavorazione di Eva Contro Eva ne era terrorizzata!) mentre registi e sceneggiatori preoccupati (la Davis spesso riscriveva i duoi dialoghi). E quando non otteneva ciò che voleva (leggesi la parte di Rossella O'Hara) l'unico obiettivo all'orizzonte diventava quel piatto che va gustato freddo: la vendetta. Ed eccola allora protagonista di Jezebel per contrastare il successo di Via col vento ed entrare in un salone di rosso scarlatto vestita, oppure chiedere ad un regista di cambiare la co-protagonista perchè quella scelta la odiava fino alla morte. Perchè Bette Davis era spesso come i personaggi che interpretava, una bitch dentro e fuori dallo schermo, una donna che ha continuamente vissuto, lottato (vincendo) contro una società che voleva canoni di bellezza che erano l' opposto dei suoi (Jack Warner appena la vide le disse che "aveva il fascino di Stanlio e Ollio"), una donna che ha saputo mettere in riga un intero star system. Tanti auguri Bette!
postato da: MrDAVIS alle ore 19:50 | link | commenti (15)
categorie: celebrazioni, star, classic
martedì, 25 marzo 2008

Woody Days [1]

Pallottole su Broadway

Lo ammetto, sono un ragazzo di facili costumi che non appena intravede lo scorcio di un palcoscenico all'interno di un film scalpita e comincia a comportarsi come un bambino che sa che lo zio ha in tasca delle caramelle e che da li a poco gliele darà. Se poi entra in scena un'attrice del calibro di Dianne Weist che interpreta una diva del teatro sul viale del tramonto, un pò sopra le righe e le cui battute sono niente di più intelligente ed ironico  che le mie orecchia abbiano mai sentito, beh,..mi avete comprato senza dover sborsare neanche un cent.



La maledizione dello scorpione di Giada

Potrei iniziare come nella recensione precedente visto che ambientazione (siamo negli anni'40)e trama (vuole essere un omaggio al noir vecchio stile) già sulla carta mi fanno azzerrare la saliva.
Nessuno come Woody Allen riesce nell'impresa di miscelare due generi atipici come il noir e la commedia: scrive dialoghi di imbarazzante perfezione, facendoti più e più volte dire tra te e te "ma è un genio!"; disegna personaggi che colpiscono chi è nostalgico come me, avvezzo alle vestaglie di seta, i capelli biondi platino con tante onde e labbra infuocate su cui si appoggiano sigarette fumanti e, per concludere, inventa gag prendendo spunto dall'archivio della commedia sofisticata. E' come se Tracy Lord, Joyce Harwood e Homprey Bogart fossero nello stesso film: succulente delizia.


La  rosa purpurea del Cairo

La vita non è un film...Quante volte questa frase è stata detta e sentita e quante volte siamo stati noi stessi a pronunciarla? Woody Allen, con il suo tocco delicato e nostalgico, ci fa oltrepassare lo schermo e ci fa annusare e gustare il sapore della celluloide, facendoci respirare il cinema, mai cosi vivo e pulsante.
Allen riesce a tramutare in immagini l'amore smisurato che ha verso la settima arte: ogni dialogo che scrive, ogni personaggio che crea in qualche modo è sempre un omaggio ai suoi miti, alle sue passioni, ai suoi maestri. Perchè in fondo siamo tutti un pò come Cecilia.

postato da: MrDAVIS alle ore 21:20 | link | commenti (20)
categorie: film, re-visioni